CONTRADDIZIONI NELLE VIE DE IL CAIRO

Foto tratta da:
http://www.ambientphotoart.com/Pages/egypt.html#Cairo

Da tempo desideravo realizzare un mini-reportage sui negozi di biancheria a il Cairo.
Me lo impedivano diverse considerazioni di ordine pratico e etico.
Abituata a viaggiare con la mia Super Minolta da reporter, trovavo molto difficile passare ad una piccola
digitale.
La mia etica di antropologa mi impediva di "sparare fotografie" in faccia a individui o oggetti senza chiedere l'autorizzazione.
Da quindici anni mi reco regolarmente a il Cairo e ho visto diversi cambiamenti manifestarsi nel contesto
socio-urbano. , E' aumentato il numero delle donne con il velo nero, i jeans nascosti sotto l'abito nero e il
cellulare appeso alla borsa.
Le donne usano di più lo specchio,non solo per truccarsi, ma per lanciare sguardi maliardi agli uomini che hanno alle spalle... In modo da mostrare occhi intensi e andature ondeggianti...
L'accentuarsi del trucco di occhi e bocca si accompagna all'uso smodato di fondo tinta di una tonalità più chiara della pelle, per dare più risalto al maquillage.
Non sto affermando che ogni donna si comporta così, ma che si notano sempre più cambiamenti in questo senso.
L'abito lungo obbliga la donna a sollevarlo per salire un gradino o scendere le scale, con la conseguenza di segnare maggiormente le curve del corpo. Voluto o semplice necessità per non inciampare..produce comunque i suoi effetti...
Il proliferare di negozi di biancheria intima nel centro del Cairo, shera Talath Harb e dintorni, mi ha indotto a entrare in tali negozi e divertirmi come una pazza ad osservare gli articoli.
La cosa più incredibile, per noi europee del sud, che stiamo andando verso un minimalismo nel campo della moda intima, è che vedendo una tale esibizione in vetrina, ci prende subito un senso del ridicolo e allontaniamo lo sguardo ridacchiando, imbarazzate per gli articoli esposti,( se non altro perchè alcune rifiniture con paillettes , catenine e cerniere sembrano renderne difficile l'utilizzo se non indossando tali capi esclusivamente come abbigliamento tra le pareti domestiche) Impossibile immaginare di portarli sotto i vestiti se non al prezzo di ferirsi e..rovinare un tale capolavoro.
Le vetrine sono piene zeppe; come se non  bastasse ,per accedere all'interno del negozio, si deve percorrere una specie di galleria (alcuni metri, ma lunghissimi..) di prolungamento dell'esposizione.
I modelli cambiano in continuazione, la fantasia è sfrenata.
Se mi soffermo a guardare una vetrina, subito l'attenzione delle donne si dirige su di me, mi guardano con aria indagatrice, domandandosi forse cosa ci sia sotto o miei vestiti. Se sapessero che da anni , non indosso la biancheria intima, nemmeno in inverno....
Passando indifferentemente, come al solito, davanti ad uno di questi negozi, sono rimasta colpida dalla quantità di donne che indicavano i manichini.
Mio marito mi ha fatto notare che i manichini indossavano ...il modello Dina e il modello Fifi Abdou.
Non ho saputo resistere: armata di un piccolo apparecchio digitale, ho cominciato a scattare foto.
Talmente euforica e divertita da doverne gettare alcune, perchè mosse(a causa delle risate soffocate).
Non ho avuto il coraggio di fotografare i banchetti di venditori di  cinture, calzini e mutande da uomo che stazionano sul marciapiede per "intrattenere" i signori uomini ai quali è proibito l'accesso alle boutiques!!!
Intanto, alle mie spalle(letteralmente), numerosi curiosi osservavano divertiti i miei "scatti" furtivi, al punto di farmi decidere di mettere in borsa la macchina fotografica e...entrare nel "famigerato" negozio.
Non mi sono mai divertita così: i camerini non esistono. C'è un'unica stanza di circa 15 metri quadri in cui "comitive" di amiche e parenti entrano e misurano, scambiandoseli ridendo, gli ultimi modelli.
I vestitoni neri sono appesi o addirittura abbandonati in terra.
Sono riuscita ad acquistare diversi reggiseni neri ad un prezzo ridicolo(per me che sono italiana, ma carissimi per un'egiziana) e due modelli "da notte" ultra-sexy.
Mio marito, nell'attesa, ha acquistato una cintura e tre paia di calzini....

 

Paola Ziliotto Boudress