QUANDO LA RADIO SI ACCENDE DA SOLA

Com’è bella questa sala dove insieme noi danziamo!
Paola ai piedi mette l’ala e leggiadre ci muoviamo… 

Sta la musica suonando per guidare i nostri passi
Noi  leggiadre, volteggiando, ben seguiamo la sua prassi…

Poi finisce la lezione, e qualcun saluterà;
ora c’è “ricreazione”, c’è chi viene e c’è chi va.

Nella stanza silenziosa s’ode solo un calpesticcio
Questa pausa è deliziosa, quasi solo un chiacchiericcio…

Quando ecco, all’improvviso, l’apparecchio della radio
Spande un suono ben deciso, come fossimo allo stadio!

Ci sarà un folletto strano che ci burla un po’, talora?
Or vi svelo questo arcano, è il  fantasma della suora!

In un tempo ormai passato, questa casa era un convento:
pie monache ha ospitato, ecco qua l’accadimento!

Forse il suon di questa danza il suo spirito ha rimosso
Alla nostra esuberanza è rimasto un poco scosso

E così, per salutarci, quella radio a volte accende
Ed ancor, per ricordarci, che il suo tempo bene spende

Chi alle note musicali il suo animo affida:
è un piacer che non ha eguali, starne senza è una sfida.

Ecco dunque come mai, s’ode un suono nella stanza:
è la monaca, tu sai, che con noi a volte danza!